L'oro scivola mentre le richieste di sussidi di disoccupazione USA aumentano: segnale o rumore?

I prezzi dell'oro si sono indeboliti dopo che le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono salite a 231.000, il livello più alto da quasi due mesi, superando le previsioni di quasi 20.000 richieste. In apparenza, dati sul lavoro più deboli avrebbero dovuto rafforzare l'attrattiva dell'oro come bene rifugio. Invece, i prezzi spot sono scesi di oltre il 2% nella sessione, evidenziando un crescente divario tra i segnali di stress economico e il posizionamento di mercato.
Questa divergenza è importante perché i dati sul lavoro restano il fattore di politica monetaria più sensibile per la Federal Reserve. Con le offerte di lavoro scese ai minimi da cinque anni e le assunzioni ancora deboli, i trader ora si chiedono se l'oro stia semplicemente consolidando o stia interpretando male la prossima svolta macroeconomica.
Cosa muove oro e richieste di sussidi USA?
L'aumento delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione è stato netto, ma non lineare. Le richieste sono aumentate di 22.000 in una sola settimana, il maggior incremento dai primi di dicembre, portando il dato principale ben oltre le aspettative degli economisti di 212.000, secondo i report.
Forti tempeste invernali hanno distorto i dati occupazionali regionali, portando a incrementi anomali in Pennsylvania, New York, New Jersey e Midwest. Problemi di aggiustamento stagionale legati ai cicli di assunzione di fine anno hanno aggiunto ulteriore rumore.
Eppure, il quadro più ampio del mercato del lavoro mostra un reale indebolimento sotto la volatilità. Le offerte di lavoro sono scese a 6,54 milioni a dicembre, il livello più basso da settembre 2020, mentre i dati di novembre sono stati rivisti nettamente al ribasso.

Le assunzioni sono migliorate marginalmente ma sono rimaste storicamente deboli, rafforzando ciò che gli economisti descrivono come un mercato del lavoro “low-hire, low-fire”. Questo mix suggerisce un raffreddamento della dinamica piuttosto che una vera recessione - una sfumatura che i trader dell'oro stanno ancora valutando.
Perché è importante
Le tendenze del mercato del lavoro influenzano direttamente le aspettative sui tassi, e questo spiega la reazione contenuta dell'oro. Sebbene le richieste di sussidi abbiano sorpreso al rialzo, le richieste continuative restano storicamente basse e la media delle quattro settimane indica ancora stabilità più che stress.
Come ha affermato Carl Weinberg di High Frequency Economics, “Non ci sono segnali del tipo di licenziamenti che ci si aspetta in un mercato del lavoro in indebolimento nelle prime fasi di una recessione”.
Per la Federal Reserve, questi dati fanno poco per forzare un cambiamento immediato di politica. Bernard Yaros di Oxford Economics ha osservato che le distorsioni meteorologiche e le discontinuità nei dati limitano il valore segnaletico di un singolo report sulle richieste, aggiungendo che nulla ha ancora modificato il calcolo della Fed nel breve termine. In assenza di una chiara svolta nelle aspettative sui tassi, all'oro manca il catalizzatore macro da cui solitamente trae beneficio.
Impatto sui mercati dell'oro
Gli osservatori di mercato hanno sottolineato che il calo dell'oro dopo i dati sulle richieste riflette il posizionamento più che i fondamentali. I prezzi spot sono stati scambiati vicino ai minimi di sessione a 4.860 dollari l'oncia dopo la pubblicazione, nonostante dati sul lavoro più deboli del previsto. Questa reazione suggerisce che i trader hanno dato priorità alla resilienza del dollaro e alla stabilità dei tassi rispetto alla debolezza economica evidenziata dai titoli.
Allo stesso tempo, il calo delle offerte di lavoro e il ritardo nei dati sui salari introducono un'incertezza che i mercati dell'oro raramente ignorano a lungo. Se i prossimi report sull'occupazione confermeranno un rallentamento più ampio - e non solo rumore legato al meteo - l'attuale ritracciamento dell'oro potrebbe rivelarsi temporaneo. Storicamente, il metallo ha reagito in modo più deciso alla conferma di una tendenza che a shock isolati, soprattutto quando è in gioco la credibilità della politica monetaria.
Previsioni degli esperti
La maggior parte degli economisti si aspetta che le condizioni del lavoro migliorino gradualmente fino al 2026, man mano che l'allentamento dei tassi si trasmette alla domanda, sostenuto dai recenti tagli fiscali. Questa prospettiva limita il potenziale rialzista immediato per l'oro, poiché va contro un allentamento aggressivo della Fed nel breve termine.
Tuttavia, i rischi sono asimmetrici. Le offerte di lavoro stanno diminuendo più rapidamente di quanto aumenti la disoccupazione, un modello che spesso precede una debolezza più ampia del mercato del lavoro. Con il report sui salari non agricoli di gennaio ritardato a causa dello shutdown del governo, i trader dell'oro si trovano in un vuoto di dati che potrebbe amplificare la volatilità una volta che tornerà la chiarezza. La prossima lettura chiara sul momentum occupazionale potrebbe rivelarsi decisiva.
Punto chiave
Le richieste di sussidi di disoccupazione negli USA sono aumentate bruscamente, ma il segnale resta offuscato da effetti meteorologici e distorsioni stagionali. Il ritracciamento dell'oro riflette cautela di mercato più che un rifiuto del suo ruolo di bene rifugio. Con le offerte di lavoro in calo e i dati sui salari ritardati, il prossimo rilascio sul lavoro avrà un'importanza fuori misura. I trader dovrebbero attendere conferme, non i titoli, prima di giudicare la prossima mossa dell'oro.
Analisi tecnica dell'oro
L'oro ha consolidato dopo un forte rialzo verso nuovi massimi, con il prezzo che ora oscilla intorno all'area dei 4.850 dollari dopo un ritracciamento volatile. Le Bollinger Bands restano ampiamente espanse, indicando che la volatilità rimane elevata nonostante la recente moderazione dei movimenti di prezzo.
Gli indicatori di momentum mostrano un profilo di neutralizzazione: l'RSI si è appiattito vicino alla linea mediana dopo aver precedentemente raggiunto condizioni di ipercomprato, riflettendo un equilibrio tra momentum rialzista e ribassista. La forza del trend si è attenuata dai livelli estremi, con letture ADX inferiori rispetto alla fase di accelerazione, suggerendo una transizione da un movimento direzionale forte a una fase di consolidamento.
Strutturalmente, il prezzo rimane ben al di sopra delle precedenti zone di consolidamento intorno a 4.300, 4.035 e 3.935 dollari, sottolineando l'entità del rally precedente.

I dati sulle performance citati non costituiscono una garanzia di risultati futuri.