Perché il crollo del 30% dell’argento sta scuotendo i mercati globali

Il crollo del 30% dell’argento sta scuotendo i mercati globali perché ha messo in luce quanto fosse fragile il recente rally dei metalli preziosi. Gli esperti hanno osservato che ciò che sembrava un’impennata guidata da fattori strutturali era, in realtà, sostenuta in gran parte da posizioni speculative, leva finanziaria e liquidità ridotta. Quando i prezzi hanno invertito la rotta, le vendite forzate si sono propagate tra metalli, valute e asset rischiosi, innescando una più ampia rivalutazione della stabilità del mercato.
L’entità del movimento è stata sorprendente. L’argento spot è crollato fino al 17% in una sola sessione dopo aver brevemente superato i 90 dollari l’oncia, per poi precipitare intorno ai 77 dollari.

L’oro ha seguito a ruota, scendendo di oltre il 3,5%, il suo calo più marcato dal 2013. L’episodio è diventato un campanello d’allarme per gli investitori che navigano mercati guidati dal momentum in un contesto di incertezza politica.
Cosa sta guidando il crollo dell’argento?
Al centro del crollo dell’argento c’è un accumulo aggressivo – e un rapido smantellamento – di posizioni speculative. Nelle settimane precedenti il picco, gli investitori si sono riversati in prodotti quotati a leva e opzioni call, spingendo i prezzi ben oltre i livelli giustificati dalla domanda fisica. Quando il rally si è arrestato alla fine della scorsa settimana, quelle posizioni sono passate da essere un vento favorevole a diventare un peso, innescando margin call e stop-loss in rapida successione.
Le condizioni di liquidità hanno peggiorato la situazione. L’argento viene scambiato in un mercato molto più piccolo e meno liquido rispetto all’oro, in particolare nel mercato over-the-counter di Londra. Goldman Sachs ha dichiarato che la copertura dei dealer è passata bruscamente dall’acquisto su prezzi in salita alla vendita su prezzi in discesa, permettendo alle perdite di propagarsi nel sistema. Il fatto che alcuni dei movimenti più violenti siano avvenuti mentre i mercati dei futures cinesi erano chiusi suggerisce che i flussi occidentali abbiano guidato sia l’impennata che la successiva correzione.
Perché è importante
Il crollo dell’argento è stato rilevante perché non è rimasto circoscritto. Secondo i report, l’inversione improvvisa ha pesato sul sentiment in tutti i mercati dei metalli, con il rame sceso sotto i 13.000 dollari a tonnellata e i prezzi delle materie prime più ampiamente sotto pressione. Quando un metallo che ricopre sia un ruolo di bene rifugio che industriale crolla così violentemente, spesso segnala un disagio più profondo verso il rischio.
Gli analisti avvertono inoltre che i rischi legati alle posizioni non sono stati ancora del tutto eliminati. Sunil Garg, managing director di Lighthouse Canton, ha affermato che l’eccesso speculativo “non è stato ancora completamente eliminato”, nonostante la forte correzione. Sebbene la domanda industriale di lungo periodo per l’argento resti solida, l’andamento dei prezzi nel breve termine è ancora dettato dai flussi finanziari più che dal consumo finale.
Impatto su mercati e investitori
Per i trader, le conseguenze sono state immediate e costose. Le borse dei metalli, tra cui CME Group, hanno aumentato i requisiti di margine dopo il sell-off, incrementando il costo di mantenere posizioni a leva e forzando ulteriori riduzioni della leva. Questa dinamica tende a frenare i rimbalzi rapidi e a prolungare la volatilità, soprattutto negli asset che avevano recentemente attirato trader guidati dal momentum.
L’episodio ha anche suscitato scomodi paragoni con il comportamento delle meme-stock. I partecipanti al mercato descrivono sempre più spesso il recente rally dell’argento come scollegato da una valutazione sostenibile, guidato più dal momentum che dai fondamentali. Steve Sosnick di Interactive Brokers ha dichiarato che il metallo ha vissuto “un trading di momentum che ha superato persino i movimenti esagerati visti su altri asset speculativi”, lasciando i prezzi vulnerabili una volta cambiato il sentiment.
Prospettive degli esperti
Guardando avanti, la volatilità probabilmente persisterà. Gli analisti di Standard Chartered hanno affermato che i metalli preziosi rimarranno instabili finché non ci sarà maggiore chiarezza sull’outlook della politica monetaria statunitense, in particolare sul ritmo dei tagli dei tassi d’interesse. I commenti hawkish dei funzionari della Federal Reserve hanno rafforzato il dollaro USA, aggiungendo pressione sui metalli denominati in dollari come l’argento.
L’incertezza politica ha ulteriormente complicato il quadro. I mercati stanno valutando le implicazioni della nomina di Kevin Warsh a presidente della Federal Reserve, mentre il presidente Donald Trump insiste che i tagli dei tassi restano probabili. Per l’argento, i trader osservano attentamente il livello dei 70 dollari. Una discesa sostenuta sotto tale soglia potrebbe accentuare l’avversione al rischio su tutte le asset class, mentre il mantenimento sopra di essa potrebbe consentire un graduale smaltimento dell’eccesso speculativo.
Punto chiave
Il crollo del 30% dell’argento ha scosso i mercati globali perché ha rivelato quanto rapidamente i rally guidati dal momentum possano disfarsi sotto pressione. Il sell-off ha messo in luce lacune di liquidità, leva eccessiva e sentiment fragile nei mercati dei metalli. Sebbene la domanda strutturale resti di supporto, il futuro dell’argento dipende dalla capacità di eliminare completamente l’eccesso speculativo. I trader osserveranno da vicino il livello dei 70 dollari e i segnali di politica statunitense nei prossimi giorni.
Analisi tecnica dell’argento
L’argento ha ritracciato bruscamente dai massimi recenti dopo un prolungato movimento al rialzo, con il prezzo che è tornato all’interno delle Bande di Bollinger dopo aver brevemente superato la banda superiore. Nonostante il pullback, le bande restano ampiamente espanse, indicando che la volatilità è ancora elevata rispetto alle fasi precedenti.
Gli indicatori di momentum mostrano un chiaro cambiamento rispetto a condizioni estreme: l’RSI è sceso da livelli di ipercomprato e ora si trova sotto la linea mediana, riflettendo un raffreddamento significativo del momentum.
La forza del trend rimane elevata, come evidenziato dai valori alti dell’ADX, indicando che il contesto di trend più ampio resta forte anche se il momentum di breve termine si è indebolito. Strutturalmente, il prezzo continua a scambiare ben al di sopra delle precedenti aree di consolidamento intorno a 72, 57 e 46,93 dollari, sottolineando l’entità dell’avanzata precedente.
